Racconti di una ragazzina per bene

È la prima volta che mi ritrovo a parlare e soprattutto scrivere delle mie esperienze. È una sensazione strana ed insolita ma, tutto sommato, piacevole.

Ricordo ancora quel giorno, era estate e stavo facendo uno stage presso un’azienda. Il lavoro e l’ambiente mi piacevano molto, anche se ero ridotta a fare semplici lavoretti che non richiedevano particolare competenza.

Quel giorno Sara, la donna che mi seguiva durante lo stage, aveva bisogno di una mano nel suo ufficio per fare diverse fotocopie, ecc. Era una bella donna, sulla quarantina, molto giovanile. A prima vista le si potevano dare sì e no 34- 35 anni.

Era sempre molto gentile e sorridente con me, sempre ben vestita, pettinata e truccata. Era una di quelle donne che tengono molto alla propria immagine.

Una volta entrata nel suo ufficio mi ha spiegato quale lavoro dovevamo svolgere e si è messa ad aiutarmi.

Mentre lavoravamo, lei mi faceva delle domande generiche, su di me, sulla mia vita, per passare il tempo più velocemente.

Dopo un po’che conversavamo mi ha chiesto: “ Quanti anni hai?” io le ho risposto: “18” e lei: “ Credevo fossi più giovane…allora sei grande. A 18 anni si fanno cose da grandi, la vita cambia totalmente…non è così?” senza neanche darmi il tempo di rispondere mi ha presa per mano e mi ha detto: “ Vieni con me!”

Mi ha fatta sedere su un piccolo divano che si trovava di fronte alla scrivania, mi ha sorriso dolcemente e mi ha detto: “ Chiudo la porta…” e ha dato due giri di chiave. Non so perché ma mi sentivo molto imbarazzata e a disagio, non riuscivo a capire cosa volesse fare, perché avesse chiuso la porta a chiave…. Mentre la mia mente si arrovellava in mille domande, Sara si era avvicinata al divano e si era seduta accanto a me. Mi fissava insistentemente ed io mi sentivo arrossire come il fuoco, avevo molto caldo. Lei deve essersi accorta del mio forte imbarazzo poiché mi ha detto con voce dolce e pacata: “ Stai tranquilla, non ti faccio nulla, non devi avere paura, né vergognarti di me…” intanto mi passava una mano fra i capelli: “ Sono molto morbidi, che shampoo usi?” si è avvicinata a me nell’atto di annusarli e, in questo modo, si è spinta fino al mio collo iniziando a darmi dei baci delicati ma sensuali.

Mi sentivo rigida e tesa, non sapevo come comportarmi: non mi ero mai trovata in una situazione analoga prima di allora.

Mentre io mi sentivo come un pezzo di legno, Sara saliva fino alle mie labbra e cominciava a baciarle…ero come paralizzata, non riuscivo a reagire ma, al tempo stesso, non volevo respingerla: devo ammettere che quella situazione mi piaceva.

Così non avevo opposto alcuna resistenza mentre lei spingeva delicatamente la sua lingua sulle mie labbra…mi ero limitata a schiuderle, permettendole di limonarmi appassionatamente. In quel momento iniziai a lasciarmi andare, a sentire una forte eccitazione pervadere il mio corpo: mi sentivo molto porca.

Inutile dire che da lì a poco le sue mani hanno iniziato a risalire dalla mia vita sino al seno, stringevano le mia quarta abbondante con desiderio ed eccitazione…la sentivo davvero arrapata ed ansimante come una cagna in calore.

Stringeva le mie tette, mi strizzava il capezzolo tra l’indice e il pollice, le palpeggiava vogliosa…a un tratto ha preso la mia mano e se l’è messa sul seno, tenendomi per il polso, mi guidava all’esplorazione delle sue grosse bocce mature. Cominciavo già a sentirmi le mutandine umide. Mentre tastavo le sue tette dall’esterno della camicetta, Sara mi ha guardata maliziosamente e mi ha detto: “ Ti piacciono? Ti va di dare una ciucciata?” io non le ho risposto ma lei, subito, si è slacciata i bottoni finché, davanti ai miei occhi sono apparse due splendide poppe, intrappolate in un bellissimo reggiseno di pizzo nero a balconcino.

Ho iniziato subito a toccarle, mi piacevano un casino! Lei però si è quasi subito abbassata le coppe del reggiseno: era eccitatissima, aveva una voglia matta! Aveva dei capezzoli scuri e vellutati, ancora morbidi e quelle due tette a pera, piene, che mi facevano perdere la testa…ho avvicinato il mio viso a tutto quel bel tettume e ho iniziato a baciarle e succhiarle i capezzoli fino a farli diventare tutti duri e tesi come piccoli peni in erezione. Lei ansimava e fremeva di piacere come una porca….immaginavo già la sua figa bagnatissima e bollente.

Dopo un po’di ciucciate alle sue mammelle gonfie, mi sono tolta la maglietta e, a mia volta, abbassata le coppe del reggiseno, in modo che potesse vedere le mie belle tette ed i miei capezzoli rosei e duri.

La porcona lesbica me le ha afferrate subito ed ha iniziato a succhiare e leccare avidamente e devo dire che era estremamente piacevole… mi sentivo il clitoride pulsare turgido nelle mutandine bagnate. Non ce la facevo proprio più!

Io purtroppo indossavo i jeans, per cui per lei era praticamente impossibile scoprire la mia preziosa passerina ma mi ha stesa sul divano e in un solo gesto mi ha abbassato i pantaloni e le mutandine fino alle caviglie trovandosi di fronte la mia figa bagnatissima e ricoperta da soffici riccioli neri. Ha iniziato a sditalinarmi e stuzzicarmi maliziosamente il clitoride…credevo di morire!

Poi si è abbassata le mutandine di pizzo, poiché indossava la gonna, e mi ha guardata seriamente dicendomi: “ Ora basta giocare, facciamo sul serio.” Io non capivo cosa volesse dire e sono rimasta seduta a guardarla mentre si avvicinava alla scrivania ed estraeva dal cassetto un bastone. Tornando verso il divano, il suo atteggiamento era completamente cambiato: non aveva più l’aria della lesbicona vogliosa. Mi ha detto bruscamente: “ Levati scarpe, pantaloni e mutande!” io le ho obbedito, a quel punto mi ha detto: “ Voltati, in ginocchio, abbassati”. Così ha iniziato ad accarezzarmi le natiche e a passarmi una mano sulla passera, ad ogni passata mi sfiorava il clitoride, poi si è avvicinata e mi ha leccata tra le cosce, risalendo fino al buchetto posteriore. Si è alzata ed è tornata alla scrivania. Sempre dal solito cassetto ha estratto un vibratore, un cazzo in lattice ed una corda robusta. Non riuscivo proprio a capire cosa stesse pensando. Avevo un po’paura.

È tornata da me e ha iniziato a sditalinare la mia fighetta eccitata, poi si è chinata a leccarla, aprendomi bene le cosce con le mani e risucchiando il clitoride turgido tra le labbra…era un piacere fantastico! Di lì a poco è risalita con la lingua fino al buco del culetto tutto bagnato e viscido dicendomi: “ Cosa ne pensi se ti apro un po’ il culetto?” io non volevo ma lei ha minacciato di bastonarmi e, per essere sicura che non mi opponessi alle sue voglie perverse, mi ha legata con la corda. Ero a pecorina e mi ha stretto i polsi con la fune, passandomela poi dietro alle ginocchia in modo da costringermi in quella posizione. Poi la porcona si è riavvicinata al mio culetto, leccandomi il buchino e sbavandoci sopra, mentre mi teneva le chiappe bene aperte con le mani. La sua lingua saliva e scendeva fino alla mia figa in fiamme.

A quel punto ha iniziato ad infilarmi poco alla volta un dito nel buchetto e a sditalinarmelo finché ha preso il cazzo di gomma e ha cominciato ad aprirmi il culo con quell’arnese…spingeva pian piano e, nonostante il mio culetto vergine si rifiutasse di prendere quel coso, la persistenza di quella lesbicona l’ha fatto desistere: senza quasi rendermene conto mi aveva penetrato completamente l’ano. In quel momento ha cominciato a muovere l’oggetto avanti e indietro piano ma era molto doloroso!

Mi lamentavo e gemevo ma lei, cattivissima, stava godendo del mio dolore ed eccitata come una puttana mi invitava a gridare più forte.

Quella tortura non è durata molto poiché, di lì a breve, ha tolto il cazzo di gomma e preso il vibratore, il quale, in quanto a dimensioni, era molto più grosso. Mi auguravo che stesse scherzando ma quella porca subito mi ha detto: “ Te lo devo infilare subito prima che si richiuda, se no ho fatto tanta fatica per niente! Se ti devo aprire il culo lo devo fare come si deve!”

Così è ritornata dietro di me a sbavare sul mio ano dolorante ed entro pochi minuti stava già tentando di infilarci il bestione.

Era doloroso ma non so perché mi piaceva farmi aprire in quel modo!

Una volta riuscita a sfondarmi, ha messo in moto il vibratore, ben incastrato nel mio culetto e mi ha lasciata così. Quella troia ora era davanti a me e si stava facendo un ditalino mentre mi palpava le tette e mi guardava mentre ero con il culo per aria e quel coso che vibrava con insistenza senza darmi tregua!

Poi mi ha preso la testa e se l’è messa tra le cosce aperte, costringendomi a leccarle la passera, altrimenti non mi avrebbe più tolto quel coso da dietro. Mi spingeva giù la testa poiché facevo molto fatica a raggiungere la sua figa, così stavo sbavando come una troietta…lei era bagnatissima e gemeva dal godimento finché sono riuscita ad afferrarle il clitoride e a succhiarlo con tanta forza da far esplodere quella zoccola in un meraviglioso orgasmo.

Da quel bellissimo giorno io e Sara abbiamo continuato a frequentarci e sono diventata la sua schiavetta…volete sapere com’è andata a finire quella volta? Se sono venuta? Non ve lo dico!