Un viaggio di “piacere”

Salve sono Sara, una ragazza di venti anni di Bologna, faccio l’impiegata per un’agenzia di assicurazioni e mi trovo spesso nella condizione di dover viaggiare per motivi di lavoro, in più il mio fidanzato è di Firenze ed essendo io di Bologna ogni settimana prendo il treno per andare da lui. Erano appena trascorse le vacanze Natalizie e mi trovavo sull’Eurostar Torino-Roma il quale passava sia per Bologna che per Firenze.

Dopo aver passato le vacanze con i miei, mi accingevo ad arrivare a Firenze per festeggiare con lui, sapete è da poco che stiamo insieme e perciò le feste le passiamo divisi, ed erano perciò quasi cinque giorni che non lo vedevo. Avevo una voglia matta di scopare, in quei cinque giorni mi ero masturbata parecchio, noi facciamo sesso telefonico, ma non mi bastava avevo voglia.

Dopo pochi minuti di viaggio mi accorsi che nel treno semivuoto spiccava la presenza di un ragazzo veramente bello, aveva i capelli rasati, ma non troppo si vedevano che erano neri,vestito in maniera molto giovanile ma elegante e con un paio di occhiali neri che gli coprivano il viso,avrà avuto intorno ai 25 anni e probabilmente era anche ricco, comunque notai che dopo un po’ che lo fissavo si era tolto gli occhiali, cominciavo ad eccitarmi, mi guardò per un secondo ed il mio corpo fu attraversato da un brivido.

Con una scusa mi alzai lui stava seduto due file dopo di me, feci per prendere un fermaglio nella valigia sopra di me, mi voltai verso di lui e lentamente mi misi il fermaglio, lo osservai e vidi che i suoi occhi quasi imbarazzati stavano guardando tra le mie cosce, portavo un pantalone nero attillatissimo lo avevo messo in modo che le mie grandi labbra risultassero aperte, il cavallo del pantalone le teneva allargate provocandomi piacere e con dei semplici movimenti riuscivo a strusciarmi il clitoride, mi ero completamente bagnata, mi sedetti al mio posto con la fica che tremava completamente fradicia. Decisi allora che la cosa non dovesse finire lì, mi alzai e lo guardai insistentemente poi mi voltai e andai in bagno, dovevo provocarlo.

Mi chiusi nella toilette e mi abbassai i pantaloni, il perizoma di pizzo bianco era imbevuto di miei umori, spostai delicatamente le mutandine e cominciai a toccarmi dolcemente il clitoride, mi leccai le dita e ne infilai due nella mia fica, ci scivolarono dentro, mi masturbai furiosamente pensando a quel ragazzo, decisi allora che l’avrei conquistato. Mi tirai su i pantaloni lasciando il perizoma spostato i pantaloni a loro volta si bagnarono, potevo sentire l’odore della mia fica, e l’avrei fatto sentire anche a lui. Uscii dal bagno e d invece di sedermi a l mio posto andai con grande sfacciataggine a sedermi davanti a lui, faceva l’indifferente ma sapevo che dentro stava per esplodere, allargai le cosce e gli mostri quello spacco che già da prima guardava, si era creata una macchia di bagnato sul pantalone e l’odore lentamente si stava alzando, lui aveva gli occhiali, li tolse e mi guardò in mezzo alle gambe,a quel punto feci scivolare una mano sotto di me e mi sfiorai la fica, sentii uno spasmo, la mia vagina comincio a pulsare,dovevo a tutti i costi avere tra le mie gambe un cazzo, lui di tutta risposta fece lo stesso, allargo le gambe e mi fece vedere che il suo cazzo riusciva a stento a rimanere nei pantaloni, lo prese con forza dai pantaloni e lo strinse come per reprimere l’istinto, mi alzai mostrandogli il culo e guardandolo mi diressi di nuovo al bagno, feci un piccolo cenno, come per dire seguimì, entrata non chiusi a chiave la porta, mi tirai tutto giù e a fica aperta cominciai di nuovo a masturbarmi, stavo godendo le mie dita andavano su e giù con estrema facilità, pensavo che da un momento all’altro sarebbe entrato e si sarebbe piegato davanti a me per leccare tutta la mia fica bagnata. Mi masturbai talmente forte che venni, presi un tovagliolo e mi pulii, non lo buttai ma lo lasciai li sopra in bella mostra.

Uscii e vidi stava li davanti al bagno, lo guardai intensamente e lo feci entrare, mi fermai li, aveva lasciato la porta semi aperta potevo vedere dentro, lui si abbassa lentamente i pantaloni e poi le mutande, tiro fuori un cazzo gigantesco era durissimo tanto che riuscivo a vedere le vene pulsare mi guardò un attimo e cominciò a farsi una sacro santa pippa, vedevo la sua mano avvolgere quel membro possente, si masturbava con grande foga, vidi allora che si abbasso sul tovagliolo che avevo lasciato e lo annuso, venne come una fontana, il mio odore lo aveva fatto venire, e di questo ero compiaciuta. Non ci parlammo, e no ci feci l’amore, ma tutti e due avevamo goduto come maiali. Alla mia fermata scesi e probabilmente non lo vedrò mai più.