Voglia di negro

Il mio nome , per chi già non lo conosce é Gloria; con il trascorrere del tempo ho contemporaneamente imparato a vivere liberamente alcuni piaceri, forse oltre le usuali abitudini, godendo appieno la sessualità come meglio prediligo.

Ognuna di noi, attraverso i più svariati percorsi, può essere giunta finalmente a trovare ciò che più le si addice, lontano da preconcette ipocrisie, dai giudizi comuni, dalle diversità, dai gusti personali.

A mia volta, scoperto cosa più mi eccita, ho deciso di goderne liberamente senza falsi pudori, semplicemente perché mi piace! Il mio compagno é al corrente, lo accetta, se ne eccita, condividendo complicemente tali piaceri. E’ inutile ripensare a come hanno avuto inizio queste pulsioni. E’ successo, e basta! Amo il mio compagno e non saprei rinunciare a lui, tuttavia nel nuovo universo dove le componenti multietniche sono, di fatto, poste continuamente in confronto, non s0 resistere all’esperienza di tali frequentazioni.

Adoro essere toccata dalle mani di questi uomini, lasciandomi possedere da loro, così apparentemente lontani da noi e dai nostri modi di essere. Inizialmente immaginavo di essere sostanzialmente attratta dalle fantasie che si esercitano sulle proporzioni più intime a distinguere gli uomini di colore; poi é divenuta una questione epidermica. Mi inebria il contatto con la loro pelle, l’odore, le movenze che evocano rituali dal sapore tribale.

Non mi nego nulla di tali rapporti, devo guardare il cazzo, toccarlo mentre mi penetra, tanto infinitamente mi eccita il “palo” nero che si “stantuffa” tra le mie cosce, scomparendo nella figa e procurandomi immenso piacere. Così mi arrendo alle mani possenti, ed alle dentature d’avorio che torturano i miei seni ed i capezzoli in erezione innegabilmente eloquente, condividendo bocche carnose e vellutate ad assaporarmi il palato mentre, compartecipe, esercito la lingua per le evoluzioni ancora più intime che verranno.

China in adorazione sul tanto bramato nerissimo feticcio già madido di passioni, succhio avidamente il cazzo senza alcuna reticenza alla ricerca del nettare madreperlaceo, pronta a nutrirmene con voluttà. Godere nel divenire anche preda arrendevole, lasciandomi cannabilizzare oltre la figa ormai dilatata da ogni più efferata esplorazione, mentre sono già consapevolmente predisposta a soggiacere ai riti sacrificali della sottomissione.

E mentre il cazzo si affonda nell’anale ambito orifizio, emerge tutta la mia indole più morbosa e recondita, confessata all’impalatore chiedendogli di punirmi senza pietà. Sodomizzata ed incurante di apparire ancora più troia, le mie urla supplichevoli incitano lo stupratore di turno sino al culmine dell’eccitazione.

Appagato ogni spasimo dalle eruzioni copiose ad imbrattare appiccicosamente ogni mio dove, mi abbandono alla fine sfibrata dall’impeto animalesco che così mi ha pervasa. Poi, nella più totale irrinunciabile soddisfazione, già penso che consentirò ancora ad altri di prendere il mio corpo per goderne con altrettanta animosità, nella consapevole sicurezza che piacerà anche a te, mio compagno!