Primo incontro

Mi chiamo Marco, sono un quarantenne di bell’aspetto, magro, biondo statura media ed occhi verdi, ho iniziato a scambiare e-mail con una ragazza di nome Lilly di circa trent’anni, mora, alta 1,60 in cui ci siamo scambiati gusi e fantasie intime ed erotiche.

In queste e-mail ho scoperto di avere certi gusti particolari che mi eccitano, innanzitutto mi piace comandare, non mi sento un padrone però mi piace che la mia partner esegua i miei desideri, niente di violento, ma che si creino delle situazioni particolari in cui lei si trovi ad essere soprattutto esibita e si ecciti in momenti in cui non possa esprimere apertamente la sua eccitazione.

Lilly ha accettato questi miei gusti avendo già avuto altri tipi di esperienze spinte.

Abbiamo deciso di avere un primo incontro e poi per conoscerci fisicamente e poi se la cosa funziona ci metteremo d’accordo per altri.

Siamo in estate quindi i vestiti sono leggeri e gli ho detto come deve essere vestita, niente biancheria intima, una camicetta abbottonata fino all’ultimo bottone con il terzo sbottonato come se lo fosse per caso, in questo modo si intravede il seno, una gonna sopra il ginocchio e di quelle che si allacciano di fianco lasciata sbottonata quasi completamente in modo tale che si potesse notare che non porta le mutandine e Lilly ha accettato.

Io arrivo in anticipo e mi sistemo ad un tavolo contro il muro con i divanetti di faccia alla porta d’entrata in modo tale che chiunque entri possa vedere chi ci sta seduto e soprattutto il momento in cui si siede.

Quando la vedo arrivare la riconosco subito per via dei vestiti ed anche per il fatto che è un po’ rossa in viso, mi chiedo se è per momenti di vergogna, di eccitazione o, come è più probabile, per entrambe le cose.

Mi aveva detto che è una donna volitiva e lo dimostra come cammina e dal viso sicuro, io le avevo scritto invece di presentarsi a me con gli occhi bassi in segno di sottomissione, quando ha aperto la porta del bar gli occhi ce li aveva alti e sicuri, ma quando ha incrociato il mio sguardo e gli ho fatto un cenno li ha abbassati e si è avvicinata più timorosa.

Lilly è come mi aveva descritto, seno generoso, fianchi promettenti e vita non proprio da vespa, ma senza pancia, una bella ragazza.

Quando arriva al tavolo la faccio chinare per un saluto da amici sulla guancia e così facendo mi godo un primo panorama dei suoi seni, poi la faccio sedere sul divanetto dicendogli di rimettersi a posto la gonna alla fine quando non si sedeva, in questo modo la gonna si sfila dalle gambe lasciandole nude fino a quasi l’incollatura, noto con una certa eccitazione che la scena non è stata persa da un ragazzo che stava vicino al banco di fronte a noi con un sorriso compiaciuto.

Appena seduta cominciamo a parlare:

M “Raccontami cosa ti è successo da quando sei uscita da casa tua”

L “Scusami, ma devo andare in bagno d’urgenza”

M “Ti ho detto di raccontarmi, almeno brevemente, e poi al bagno”

L “Come vuoi, ma mi scappa e rischio di farla qui”

M “Potrebbe essere una idea, comunque preferisco che resisti 5 minuti e poi al bagno”

L “Ok! Sono uscita e mi sentivo continuamente guardata, il fatto del bottone è piuttosto appariscente e come vedi si il seno si vede bene”

M “Continua”

L “Anche la gonna mi dava dei problemi, fin dal primo passo sentivo il vento infilarsi sotto ed accarezzarmi la fica, e poi lo spacco si apriva in maniera vistosa e per questo ero un misto di eccitazione e vergogna. Ho preso l’autobus al volo ma era pieno ed ero schiacciata dalle altre persone, dopo due minuti erano tutti uomini quelli che erano attaccati a me e sentivo almeno due o tre mani che mi palpeggiavano, una si è pure infilata nella camicetta ed ho dovuta toglierla a forza. Quello che stava dietro di me ha sentito che sotto la gonna non c’era nient’altro ed ho sentito il suo cazzo gonfiarsi! Poi sono scesa qui di fronte e quando sono seduta quel tipo si è goduto lo spettacolo.”

Devo dire che il suo racconto aveva fatto effetto su di me ed il mio cazzo mi faceva male imprigionato dentro i boxer.

M “Mi sembra che come inizio non è male, ora pago ed andiamo al bagno”

L “anche tu?”

M “Si, non ti preoccupare nessuno ci disturberà”

L “come vuoi, ma in fretta!”

Pagato il cameriere mi avvio verso i bagni, siamo in un centro commerciale, i bagni sono grandi, puliti e soprattutto ci sono quelli per disabili che non sono frequentati quasi mai, ci entriamo, chiudo con la sicura la porta e comincio a dirle cosa deve fare:

M “Comincia a levarti la camicia”

Lei esegue e mette a nudo i suoi due bei seni, sodi e con i capezzoli duri e dritti.

M Togliti la gonna”

Rimane nuda e il suo corpo è magnifico, mi piacerebbe saltarle addosso, ma è ancora troppo presto.

M “Spogliami”

Lei esegue liberando infine il mio cazzo duro come il marmo.

M “Ora mettiti a cavalcioni del Cesso, rivolta verso di me e rimani in piedi”

Quella posizione l’avevo lungamente pensata, farle fare la pipì davanti a me è un bell’atto di sottomissione perché i bisogni sono qualcosa di molto intimo.

M “Ora con le dita delle due mani tieni apri le grandi labbra, così brava! Si ora puoi pisciare”

Libera dal trattenersi e così aperta la pipì uscì con un getto lungo e violento che in parte usci dal cesso bagnando il pavimento.

Mi finsi arrabbiato per vedere se era veramente sottomessa.

M “Guarda cosa hai combinato”

L “Mi dispiace, non l’ho fatto apposta” disse con contrita

M “Ora prendi della carta ed asciuga il pavimento!”

L “Non mi lavo?

M “Ci penso io mentre rimedi alla tua mancanza”

Mentre asciuga è chinata e il culo è all’in su a portata di mano, le faccio aprire le gambe ed asciugo la fica con della carata igienica, lei comincia a gemere, ma la zittisco.

Essere asciugata dalla pipì penso che sia per lei piuttosto umiliante, ma continua ad asciugare per terra.

Comincio a toccarle il culo e la fica, sono uno spettacolo e le impongo di rimanere in quella posizione anche dopo che ha finito di asciugare per terra.

Poi le ordino:

M “Nei miei pantaloni ci sono dei preservativi, prendine uno, aprilo delicatamente ed infilamelo”

L “Va bene”

E’ contenta, finalmente pensa di essere penetrata. Esegue il tutto con abilità e mentre me lo infila ci manca poco che abbia un orgasmo, ma riesco a trattenermi voglio effettivamente entrare dentro di lei.

M “Ora ti penetro, sei sufficientemente bagnata per che io non abbia troppi riguardi e da quanto mi hai raccontato non dovresti avere problemi se lo faccio violentemente ed in questo momento mi va così!”

L “Ok per me va bene, basta che ti sbrighi perché sono ai limiti di sopportazione! Ho voglia!”

La metto alla pecorina, gambe divaricate, i due buchi sono oscenamente offerti, sto qualche secondo ad ammirarli poi con un colpo mi infilo nella fica, sto un attimo a godermi il caldo buco e poi la stantuffo con foga.

Le intimo:

M “Godi in silenzio, poi voglio incularti e venire dentro!”

Lei riceve con piacere e senza emettere suono gode come una puttana, è appoggiata al lavandino e dalla sua fica cola fuori gli umori, segno evidente del suo godimento.

M “Ti è piaciuto?

L “Tanto”

M Ora tocca a me! Ti inculo”

Sfilo il cazzo dalla fica e lo appoggio sulla rosetta palpitante, non lo umidità, ma sul preservativo c’ è tanto liquido del suo orgasmo che sono sicuro non avrà problemi. Infine con un colpo di reni mi infilo in culo, lei accusa il colpo in silenzio, ma il suo culo si abitua presto al mio cazzo che ha una lunghezza normale, ma è di buona grossezza.

Comunque aspetto un momento che Lilly si senti a suo agio col cazzo ben impiantato nel culo e poi incomincio ad incularla con foga ed infine vengo con gran soddisfazione.

Mi tiro fuori, siamo stanchi, il tutto è durato pochi minuti, ma molto intensi.

M “Ora lavati la fica ed il culo!

Lei esegue ed io non resisto a toccarla ed a strizzargli i seni.

M “Bene levami il preservativo, buttalo dentro un foglio per asciugarsi, e poi lavami il cazzo! Infine rivestimi, poi potrai rivestirti”

L’esecuzione dei miei ordini sono eseguiti con solerzia, precisione e delicatezza, sembra che il gioco gli sia piaciuto, il cazzo me lo lava in tutti particolari, è così sensuale che mi si rizza di nuovo, ma è tardi e allora mi faccio masturbare fino a che vengo.

Quindi mi riveste e poi si sistema la gonna nello stesso modo che gli avevo detto, allora provo a girarla più avanti, ma diventa troppo oscena, si vede chiaramente la fica, gli metto dietro lo spacco, ma nonvà neanche così si vede la riga del culo, infine metto lo spacco sulla coscia davanti e non di fianco come prima di spogliarsi.

Per la camicetta faccio varie prove, prima lascio sbottonati i primi tre bottoni, così si vede troppo il seno, opto per abbottonargli anche il terzo bottone.

Così è proprio sexy ed anche lei ne è compiaciuta, usciamo dal bagno disinvolti e nessuno si è accorto che ci siamo stati un po’ di tempo e nel posto dove non avremmo dovuto.

M “Come prima volta mi sembra sia andata bene!”

L “E’ stato fantastico, credo che non vedrò l’ora di rivederci e seguire i tuoi desideri”

M “Ora vai avanti un po’ e torna indietro, voglio vedere come ti presenti a chi ti viene incontro”

Esegue e quando viene verso di me vedo che ad ogni passo la gonna si apre in maniera vertiginosa e si intravede il frutto che ha tra le gambe, glielo dico , ma sembra che non le importi anzi mi dice che le ho fatto scoprire il lato esibizionista della sua personalità.

Ci diamo la mano e ci avviamo verso l’uscita del centro commerciale.

M “Presto ci rivediamo”

L “Non vedo l’ora! Hai già idea di cosa mi farai fare?”

M “Ci sto pensando, voglio metterti in una situazione particolare, vedrai ti piacerà se supererai l’imbarazzo!”

L “Non mi vuoi anticipare? Mi sto bagnando solo al pensiero”

M “Non ti dico niente per ora, invece dimmi le sensazioni che hai avuto oggi”

L “Sono ancora sottosopra, non riesco a separare i sentimenti di vergogna da quelli di piacere, di prima che ci incontrassimo ti ho già detto e nel bagno ho vissuto momenti in cui mi sentivi un oggetto nelle tue mani e devo dire che non mi dispiaciuto, e poi l’orgasmo è stato fortissimo e a fatica sono riuscita a non gridare anche quando me lo hai messo nel culo, era asciutto e mi hai fatto male, ma ne valeva la pena perché quando mi sono sentita il tuo cazzo nel culo ho avuto un altro orgasmo e, non so se te ne sei accorto, ma con la mano mi sono masturbata e poi me la sono infilata quasi tutta nella fica!”

M “Ci dobbiamo lasciare, ci sentiamo via e-mail per il prossimo appuntamento!

L “Ok! Aspetterò con impazienza, credo che stasera da sola o con mio marito ripenserò ad oggi e mi procurerò altri orgasmi e tu?”

M “Penso anch’io che meriterà ripensare a quello che abbiamo fatto, il mio cazzo è già duro mentre ne parliamo”

L “Devo dire che temo che se continuiamo così mi colerà tra le gambe altro liquido, sento anch’io una certa eccitazione”

A questo punto siamo ormai usciti all’aria aperta, l’abbraccio sentendo sotto la leggera stoffa della camicetta il corpo a me ormai conosciuto di Lilly, le do un bacio e ci separiamo.